Collettivo MaraM

Il Collettivo MaraM nasce dalla collaborazione tra Marco Contino e Marta Rosa, uniti da un interesse condiviso per le pratiche performative e relazionali nell’arte contemporanea. La loro ricerca si concentra sull’interazione tra corpo, spazio e pubblico, intesa come momento generativo di significato e trasformazione.
Attraverso un approccio multidisciplinare, il collettivo sviluppa interventi che mettono in discussione i ruoli tradizionali di artista e spettatore, favorendo esperienze condivise e situazioni in divenire. Il loro lavoro si colloca nel contesto dell’arte relazionale, utilizzando la performance come strumento critico per indagare le dinamiche sociali e la costruzione dell’esperienza collettiva.

Marco Contino (Catania, 1986) si è diplomato in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2014. Ha completato la sua formazione presso la Middlesex University di Londra, esponendo all’Art Pavilion e alla Schwartz Gallery. Tra le esperienze di rilievo figurano la partecipazione alla 98ª Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa nel 2014 e la realizzazione di un’opera site-specific per la biennale SMACH 2015 nelle Dolomiti in collaborazione con Martin Verdross.
Nel suo approccio artistico, Marco Contino è strettamente contemporaneo. Le sue opere spesso mostrano caratteristiche minimal legate a processi concettuali di formazione, deformazione o distruzione che determinano sia l’aspetto formale che il significato dell’opera e che si manifestano sottoforma di live performance o documento fotografico o videografico accompagnando l’opera stessa. Il gioco ironico con il concetto di valore — quello naturale ed artificiale, reale e fittizio, oggettivo e soggettivo — l’appropriazione delle regole che definiscono le dinamiche determinanti e la violazione sperimentale di esse come processo artistico può essere identificato come filo conduttore attraverso molte delle sue opere.

Marta Rosa (Thiene, 1989) è docente di lettere e studiosa di arti performative. Ha conseguito un dottorato in Filosofia con la tesi Ontologia della Performance Art e collabora con Fondazione Bonollo come mediatrice culturale. Autrice di vari saggi accademici, tra cui L’arte e il suo rapporto con la realtà: tra Moritz Geiger e Walter Benjamin (Edizioni ETS, 2017), Il corpo dell’artista nella Performance Art (Mimesis, 2020) e di The Aesthetics of Marina Abramović (Aisthesis, 2019), risultato di un suo dialogo con l’artista. Ha recentemente dato vita, insieme a Beatrice Achille, ad Achille/Rosa, una pratica di condivisione artistica che nasce dall’incontro tra poesia e riflessione filosofica. Con la sua ricerca indaga l’ontologia dell’arte e il ruolo del corpo nelle pratiche artistiche contemporanee.

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